L’inerzia della politica battuta dall’impegno sociale della musica
Da Nord a Sud si diffonde la denuncia per le dure condizioni di lavoro nelle campagne della Capitanata
L’estate nel Tavoliere, si sa, fa rima con sole, fatica e pomodori… una fatica però che appartiene sempre meno alle popolazioni locali e sempre più agli immigrati che arrivano in Capitanata da tutti i paesi (poveri) del Mondo. Si può dire che, durante la raccolta dell’oro rosso, le nostre pianure diventano l’ombelico del mondo degli immigrati. Naturalmente clandestini. La loro presenza è sconosciuta alle autorità, almeno fino a che non ci scappa il morto…
In commissione VIA il progetto per la realizzazione di un impianto eolico off-shore nel golfo di Manfredonia
Sul sito internet del Ministero dell’Ambiente, nella sezione Valutazione di Impatto Ambientale, è possibile trovare la documentazione riguardante due progetti per la realizzazione di altrettanti impianti eolici off-shore in provincia di Foggia, uno a Nord del Gargano e l’altro nel golfo di Manfredonia.
Dall’analisi della relazione di sintesi del SIA (studio di impatto ambientale), presentato dalla società Trevi Energy S.p.A di Cesena, emerge che l’impianto che si prevede di realizzare nel territorio di Manfredonia sarà ubicato a

L’impianto sorgerà tra i comuni di Zapponeta e Margherita di Savoia.
NUOVO SCRIPTA MINIMA di GIORGIO NEBBIA
Verso una società solare
Nella prolusione all'anno accademico 1903-1904 dell'Università di Bologna, Giacomo Ciamician, professore di chimica in quella Università, disse: "Il problema dell'impiego dell'energia raggiante del Sole si impone e s'imporrà anche maggiormente in seguito. Quando un tale sogno fosse realizzato, le industrie sarebbero ricondotte ad un ciclo perfetto, a macchine che produrrebbero lavoro colla forza della luce del giorno, che non costa niente e non paga tasse !". E, vorrei aggiungere, non ha padrone ! Pochi anni dopo, nel 1912, in una conferenza tenuta negli Stati Uniti, lo stesso professore affermava: "Se la nostra nera e nervosa civiltà, basata sul carbone, sarà seguita da una civiltà più quieta, basata sull'utilizzazione dell'energia solare, non ne verrà certo un danno al progresso e alla felicità umana !". Quando sono state pronunciate queste parole il consumo totale mondiale annuo di energia era di poco più di un miliardo di tonnellate equivalenti di petrolio (tep [1]); esso era salito a circa 2 miliardi di tep/anno nel 1950 ed è oggi di oltre otto miliardi di tep/anno !
Lo scopo del teorema di Coase è dimostrare come il mercato possa giungere ad un equilibrio sociale migliore rispetto all'intervento dello stato o delle regolamentazioni (tasse e standard). Il meccanismo del mercato per funzionare deve coesistere con la piena assegnazione dei diritti di proprietà dei beni tra gli operatori. Per proprietà deve intendersi il diritto d'uso di un particolare bene (es. terra, fiume, risorse naturali ecc). Ipotizziamo che il diritto d'uso di un bene appartenga all'inquinatore, ad esempio un'impresa industriale che, pur rispettando le normative di legge, produce dagli stabilimenti un cattivo odore nei pressi della fabbrica. Gli esercenti e gli abitanti residenti del circondario sono danneggiati da questa "esternalità negativa" e subiscono il danno nel minore giro d'affari, nella perdita del valore patrimoniale delle case e nella minore qualità della vita. Il fenomeno può essere analizzato graficamente. L'impresa "inquinatrice" tende a massimizzare la produzione dell'impianto fin al punto in cui il beneficio marginale netto privato si annulla (punto blu del grafico, pari a 90). In corrispondenza di questa attività economica gli "inquinati" subiscono il danno economico dell'inquinamento, indicato nel grafico dalla linea rossa dei costi marginali esterni.
Veniamo al nocciolo del teorema di Coase. In questa situazione gli "inquinati" possono negoziare con l'inquinatore una riduzione nella produzione offrendogli una compensazione economica. In altre parole, le famiglie residenti pagheranno l'impresa per far ridurre la produzione e, indirettamente, l'inquinamento. Se gli inquinati offrissero B+C per ottenere una riduzione della produzione da 90 a 80 otterrebbero dal minore inquinamento un beneficio netto pari all'area A. Anche l'inquinatore avrebbe la convenienza a ridurre la produzione poiché la compensazione offerta (area B+C) è superiore alla perdita dei benfici (area C) causata dalla riduzione della produzione. Entrambi le parti hanno la convenienza economica a negoziare. Questo processo di scambio è basato esclusivamente sul calcolo della convenienza privata e continua fino al punto di equilibrio ottimale senza oltrepassarlo. Il processo si ferma nel punto ottimale in quanto, oltrepassandolo, la convenienza economica viene meno (i costi marginali esterni diventano inferiori ai benefici marginali netti della produzione). Lo stesso accade quando i diritti di proprietà sono posseduti dagli "inquinati". Inizialmente l'equilibrio privato si colloca in corrispondenza dell'assenza di produzione (inquinamento zero).
L'impresa chiede agli inquinati il permesso di aumentare la propria produzione da 0 a 10 offrendo in cambio una compensazione pari a D+E. Gli inquinati accettano poiché la compensazione offerta è maggiore del danno D provocato dall'inquinamento. L'impresa ottiene in questo modo un beneficio F anche dopo aver pagato la compensazione D+E agli inquinati. Anche in questo caso il processo di negoziazione è basato esclusivamente sul calcolo della convenienza privata delle due parti e continua fino al raggiungimento del punto di equilibrio ottimale, detto anche "ottimo paretiano". Questa tendenza naturale verso l'equilibrio sociale ottimale è la conclusione del teorema di Coase che riportiamo per comodità: "a prescindere da chi possieda il diritto di proprietà, le negoziazioni tra le parti fanno tendere verso un equilibrio socialmente ottimale". In conclusione, secondo Coase l'assegnazione dei diritti di proprietà tra inquinatori e inquinanti permette di raggiungere un equilibrio sociale ottimale mediante il libero gioco delle forze di mercato, senza ricorrere all'intervento statale per regolamentare le esternalità.
Kennet E. Boulding, la bio - economia.
"Economia ed evoluzione sono entrambi esempi di ampi processi a lavoro nel nostro mondo. Questo è il processo di sviluppo di strutture di crescente complessità e struttura. Il processo evolutivo opera sempre attraverso mutazioni e selezioni e implica alcune distinzioni tra il "genotipo" che muta e il "fenotipo" che è selezionato. Il processo attraverso cui il genotipo costruisce il fenotipo può essere descritto come "organizzazione". Lo sviluppo economico manifesta se stesso, maggiormante nella produzione di comodità, ossia beni e servizi. Questi originano, comunque, nelle idee, piani e attitudini nella mente umana. Questi sono genotipi nello sviluppo economico. Entrambi questi problemi integralmente possono essere descritti come un processo nella crescita della conoscenza. Quello che gli economisti chiamano "capitale" non è altro che umana conoscenza imposta al mondo materiale. La conoscenza e la crescita di essa è la chiave essenziale dello sviluppo economico. Investimenti, sistema finanziario, organizzazione economica e istituzioni in un certo senso, sono i meccanismi attraveso cui il processo è creato ed espresso."
NUOVA SETTIMANA NUOVO SCRIPTAMINIMA DI GIORGIO NEBBIA
Questa volta si tratta di rifiuti, tema scottante e attuale.
RIFIUTI: COME SBARAZZARCENE
(di Giorgio Nebbia)
Circa trenta sono i milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani che ogni anno in Italia escono dalle abitazioni, dagli uffici, dai negozi, dai ristoranti; circa cento sono i milioni di tonnellate di rifiuti solidi complessivi comprendenti, oltre i trenta precedenti, scarti di lavorazioni agricole e industriali, residui di demolizione di edifici e strade, rottami metallici, macchinari usati, elettrodomestici, mobili, eccetera.
Come sbarazzarsi di questi materiali che aumentano, di peso e di volume, ogni anno ? Le proposte sono innumerevoli, da quelle classiche delle discariche e degli inceneritori, eufemisticamente chiamati ora termovalorizzatori, ai dissolutori o dissociatori “molecolari”, agli impianti di pirolisi, alle torce al plasma, ai sistemi per il trattamento meccanico biologico, e tanti altri, e ogni proponente spera di combinare qualche affare con gli enti locali o di conquistare qualche momento di visibilità in un tempo di grande disordine e incertezza tecnico-scientifica.
Al corso di Economia dell'Ambiente e del Territorio la storia ambientale prende forma.
Con la tesi Manfredonia: dalla nave dei veleni alla reindustrializzazione, viene ricostruita integralmente la storia del petrolchimico Enichem di Manfredonia.
Il progetto diretto dalla Prof. Rienzo (curatrice del libro Manfredonia: industria o ambiente? Edizioni scientifiche italiane) ha dato i suoi primi frutti nell'ottobre 2006 con la tesi "Industria e questione ambientale, il caso enichem di Manfredonia" lavoro svolto da Tomaiolo Francesco (nel nostro blog potrete trovarvi un estratto) per proseguire in aprile con la tesi "Manfredonia: dalla nave dei veleni alla reindustrializzazione", lavoro portato avanti da Simone Domenico.
Riportiamo l'introduzione del lavoro "Manfredonia: dalla nave dei veleni alla reindustrializzazione"
Introduzione
Quanto avvenne a Manfredonia negli anni della contestazione contro l’Enichem può certamente ascriversi nella storia come un “conflitto ecologico” e, come tale, divenire laboratorio di analisi per comprendere le trasformazioni tuttora in atto e le loro relazioni con i mutamenti sociali ed economici legati a quel territorio. A Manfredonia la difesa della salute e dell’ambiente divennero perno centrale della lotta contro il petrolchimico, durata undici anni, partita dal coraggio di un magistrato nel 1987 e terminata con la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nel febbraio 1998.
Nuova domenica, nuova settimana, nuovo appuntamento con gli ScriptaMinima di Giorgio Nebbia... Questa volta si intitola Coraggio, Manfredonia e non credo stia parlando del Manfredonia Calcio:
Giorgio Nebbia <nebbia@quipo.it>
C'era una volta un golfo con una civilissima cittadina, con un piccolo porto, ai piedi di un bel promontorio ricco di boschi e pascoli. La situazione economica non era certo florida: figurarsi la felicità quando si scopre che a pochi chilometri di distanza c'è un giacimento di metano --- l'oro in quegli anni sessanta del secolo scorso --- e che con il metano può essere alimentata una centrale elettrica, e anche un grande stabilimento chimico e molti posti di lavoro possono essere creati.